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Archive for the ‘Jane Austen’ Category

557307_10152061130225691_1180252978_nVi dicevo qui che noi Janeites siamo capaci di arrivare a livelli di feticismo e idolatria importanti. Ma chi non lo fa nei confronti del proprio mito? Del resto, se si pensa alla parola fan (abbreviazione dell’inglese “fanatic”) è tutto più chiaro.
E quindi, dopo i libri, i film, i blog… quello che mancava era una testimonianza diretta dei luoghi austeniani, per rivivere quelle atmosfere che, 200 anni prima, avevano ispirato la mia scrittrice preferita.
Si inizia con l’opera di persuasione per convincere il marito G., allora fidanzato, che sarà un viaggio bellissimo per entrambi, che vedremo posti interessanti e che non sarà assolutamente un viaggio alla scoperta esclusiva del mio mito. Così, date le sue svariate passioni, mettiamo dentro, in ordine:
– la visita al Lake District dove vissero Wordsworth e Coleridge, ispirati dai famosi daffodils;
– un giretto a Stratford-upon-Avon dove nacque Shakespeare;
– un tour di Bristol alla scoperta dei graffiti di Banksy, ma soprattutto
– una INTERESSANTISSIMA visita all’Old Trafford di Manchester, completa di tour degli spogliatoi e osservazione ravvicinata del famosissimo pitch (il pratino verde che non si può toccare, pena il taglione).

E poi, finalmente, arriviamo a Bath, dove Jane visse dal 1801 al 1809.
Ora c’è da dire che Jane non amava particolarmente Bath, e infatti anche il periodo trascorso lì fu poco produttivo dal punto di vista della scrittura. Fondamentalmente lei era fatta per la vita tranquilla di campagna, e Bath, con le sue terme che attiravano l’alta società, i balli, i tè e gli spettacoli non la ispiravano molto (anche se di sicuro questa esperienza le è stata utile per descrivere quel tipo di società nei suoi romanzi).
Bath tuttavia è una miniera d’oro per le Janeites alla ricerca di luoghi e dettagli della vita del mito. E’ infatti possibile:
– vedere (da fuori, ma vi assicuro che anche solo questo è emozionante) le case dove ha abitato: il n. 4 di Sidney Palce e il n. 25 di Gay Street;
– visitare l’interessantissimo Jane Austen Centre, un museo dedicato alla vita e alle opere di Jane, con annesso bookshop dove fare razzia di gadget (comprese le spillette I love Mr. Darcy/Willoughby), libri e dvd;
– prendere un tè nella Pump Room, la sala da pranzo delle Terme; o, più semplicemente,
– camminare per questa bellissima cittadina con gli occhi socchiusi, fingendo di essere ai primi dell’ ‘800, indossando una cuffietta ornata di nastrini e porgendo il braccio ad un bel giovane tipo Mr. Darcy (io avevo il mio fidanzato e me lo sono fatta andar bene 🙂 )

Bath rappresenta inoltre un’ottima base per esplorare i vicini luoghi austeniani: Chawton, il paesino nella campagna dell’Hampshire dove Jane visse gli ultimi nonchè più prolifici anni della sua vita, e Winchester, dove trascorse gli ultimi giorni di vita, e dove adesso riposa. Le due mete si possono anche visitare in un giorno, dal momento che l’autobus per Chawton parte da Winchester.
Quindi, arrivati a Winchester con il treno, attraversiamo velocissimamente tutta la cittadina (che in verità avrebbe meritato maggiore attenzione, ma il tempo era poco), diretti alla cattedrale della città, dove è sepolta Jane. Breve sosta dal fioraio e poi in chiesa, a salutare Jane con un mazzo di ranuncoli.
E dopo un po’ di contemplazione della tomba e anche un po’ di commozione, via verso la stazione degli autobus per prendere la corriera per Chawton!
Tale operazione all’apparenza semplice è stata per me notevolmente complessa, dato che dalla stazione degli autobus di Winchester, e in particolare dalla banchina accanto all’autobus per Chawton, partiva un autobus diretto a Crawley, che, per chi non lo sapesse, è il paese natale di Robert Smith, cantante dei Cure. Che mio marito G., allora fidanzato, adora. E quindi inizia la seconda opera di persuasione per convincerlo a salire sull’autobus giusto, con la promessa che la prossima vacanza che faremo in Inghilterra sarà tutta dedicata alla scoperta dei miti del rock britannico.
E finalmente, dopo un’oretta di viaggio, arriviamo. Sotto una pioggerellina very british percorriamo i 10 minuti di strada che ci separano dal cottage di Chawton. Io per la verità, più che percorrere, corro proprio.
Ed eccola lì, avvolta dalla nebbiolina, questa villetta di campagna circondata da un delizioso giardinetto, che racchiude cimeli preziosi come il piccolo scrittoio tondo, ma soprattutto l’atmosfera tranquilla e pacata che si ritrova nei romanzi di Jane. Il resto non si può spiegare: una grande emozione e il desiderio di rimanere lì ad osservare quei luoghi e respirare quell’aria il più a lungo possibile.

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9788854111660Eravamo rimasti alla parola “Janeite”. Siccome non mi sento tanto autorevole da dare la mia definizione, almeno non in apertura di post, ricorrerò a fonti affidabili come Wikipedia.
Secondo Claudia Johnson, studiosa ed esperta di Jane Austen, il Janeitismo è “the self-consciously idolatrous enthusiasm for ‘Jane’ and every detail relative to her”, cioè quell’entusiasmo consapevolmente idolatrico per Jane e per ogni dettaglio che la riguardi. Sono molti gli elementi che mi piacciono di questa definizione: entusiasmo, perché ogni Janeite è un’entusiasta sfegatata del mondo austeniano e vorrebbe trasmettere tale passione all’universo intero; l’idolatria, perché arriviamo a questo punto, ve l’assicuro (e infatti facciamo anche i pellegrinaggi nei luoghi austeniani); il fatto che la studiosa si rivolga alla scrittrice chiamandola non con nome e cognome, ma semplicemente ‘Jane’, perché una vera Janeite ha sviluppato un tale senso di intimità con il proprio mito tale da poterla chiamare per nome; e infine i dettagli: ne siamo malate. Tanto da scadere nel feticismo. Esce la barbie di Jane? me la compro! Pubblicano l’edizione Mammut con tutti i romanzi completi di copertina rosa e caricatura di Jane? sarà mia (anche se i libri ce li ho già tutti, qualcuno anche in edizione originale)! E la spilletta con scritto “I love Mr.Darcy”, come fai a non averla? (io peraltro ho quella di Willoughby, dato che non mi sono mai sentita di criticare troppo duramente questa figura; sono infatti convinta che lui amasse davvero Marianne, ma la vita l’ha costretto a prendere altre strade).
[Ci si mettono poi anche le amiche: per i 31 anni, la mia testimone di nozze mi ha fatto arrivare a casa la collezione completa dei francobolli da collezione realizzati dalla Royal Mail in occasione del duecentenario della pubblicazione di Orgoglio e Pregiudizio-come rendere una Janeite felice].
Naturalmente leggere tutti i romanzi di Jane non ti rende automaticamente una Janeite. Almeno vanno letti 3 volte. Ci sono quindi i romanzi brevi e i racconti incompiuti: leggere anche quelli. Poi si passa ai film e alle fiction. Anche quelli, è necessario vederli tutti: intendo tutti quelli in circolazione, dal film muto a oggi. Il mio preferito rimane senza dubbio “Ragione e sentimento” di Ang Lee (1995). Un vero capolavoro. [Ce l’avevo registrato su videocassetta, lo avrò visto sicuramente più di 10 volte. Da quel film in poi, per me Elinor e Marianne Dashwood hanno i volti di Emma Thompson e Kate Winslet]. Ultimamente ho anche visto le serie tv realizzate dalla BBC, tra cui una molto interessante sugli ultimi anni di vita di Jane.
Poi si inizia a spulciare tra i tanti blog, e contemporaneamente ci si dà alla lettura di libri e romanzi SU Jane Austen: le sue biografie, gli approfondimenti sui suoi libri. Insomma ci si documenta sulla sua vita, su chi conosceva, sui luoghi che frequentava. Di sicuro non aggiungerei niente di nuovo, però mi va di segnalare, per chi volesse approfondire, due libri che mi sono piaciuti molto sotto questo aspetto: il primo è “The Jane Austen book club” di Karen Fowler, storia di un gruppo di lettori che si ritrovano periodicamente a rileggere e commentare i romanzi di Jane, e che si trovano a rivivere, nelle loro vite, le stesse situazioni descritte da Jane, un po’ perché ne sono influenzati e un po’ per la grande attualità dei suoi scritti. Il secondo, invece, è “La vita secondo Jane Austen” di William Deresiewicz, in cui un giovane e moderno dandy passa dalla totale diffidenza all’innamoramento per un’autrice nei cui romanzi scopre un mondo di verità e valori universali.
Ma è chiaro che non ci sono regole. Diventi una Janeite quando dentro di te scatta qualcosa. Personalmente, quello che mi ha definitivamente consacrato allo stato di Janeite è stato il viaggio in Inghilterra, un vero e proprio pellegrinaggio alla scoperta dei luoghi austeniani. Ma questo argomento merita un post a sé…

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emmaCredo che sia giunto il momento di aggiungere in questo blog una categoria importante che ancora mancava: “Jane Austen”.
[Ora io lo so che mi direte che esiste un numero sterminato di blog e siti e libri che descrivono le sensazioni e i sentimenti di tutti i fan della Austen. Quindi questo articolo andrà a nutrire tale lista].

La prima volta che ho sentito parlare di lei ero alle medie. Leggevo un libro carinissimo, “Il diario segreto di Adrian Mole”, un ragazzino di 13 anni che racconta la sua vita complicata alle prese con scuola, brufoli e primi amori. Siccome ha deciso di farsi una cultura, decide di mettersi a leggere. Riporto direttamente dal diario: “14 Gennaio: mi sono iscritto alla biblioteca. Ho preso in prestito La cura della Pelle, L’origine della specie e un libro di una donna che mamma nomina sempre. Si chiama Orgoglio e Pregiudizio, di una certa Jane Austen.” e poi “15 Gennaio: … ho letto un po’ di Orgoglio e Pregiudizio, ma mi è sembrato molto antiquato. Questa Jane Austen dovrebbe decidersi a scrivere in modo più moderno”.
In realtà penso che quel titolo non mi fosse del tutto nuovo: lo associavo (mi perdonino i russofili) a scrittori tipo Tolstoj o Dostoevskij, data la chiara somiglianza con titoli come “Delitto e Castigo” e “Guerra e Pace”.
Mi preme comunque rassicurare tutti i fan della Austen in ascolto che mi sono redenta appena qualche anno dopo. Alle superiori infatti, “di buzzo buono” (come si dice a Livorno) e con una dedizione figlia delle praterie di tempo che avevo a 15 anni, ho iniziato con Emma e ho smesso solo quando avevo letto tutti e sei i romanzi di Jane. Perchè non lo so. Credo che, come Adrian Mole, mi fossi messa in testa di dover leggere certi libri definiti classici, e immaginavo che Jane Austen ci rientrasse (così come Guerra e Pace).
Poi ho anche scoperto che “questa Jane Austen”, come la chiama Adrian Mole, era sì antiquata, ma a tratti anche molto moderna e divertente. Ed era proprio questo gioco di immaginarmi all’interno dei suoi romanzi, con i vestiti stile impero e le cuffiette, ma allo stesso tempo con i miei pensieri di adolescente “moderna”, che me ne ha fatto innamorare.
E’ stato così che anche io sono entrata a far parte della sconfinata schiera delle Janeites.
Ma cosa vuol dire essere una Janeite? lo scoprirete nella prossima puntata 🙂

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