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Archive for agosto 2012

Stanotte ho finito di leggere un libro veramente bello, L’età dell’oro, si intitolava.
Storia tragicomica di un industriale del tessile di Prato e della sua parabola da uomo di mondo, pieno di soldi-amanti-ville-auto-bei vestiti a vecchio-povero-malato terminale.

La cosa bella di questo libro è che il protagonista Ivo risulta comunque e sempre simpatico, nonostante talvolta agisca in maniera non totalmente onesta o moralmente integra. Alla fine stai sempre dalla sua parte, sia quando fa affari in nero, che quando fa le scarpe ai suoi concorrenti, o quando si porta a letto le loro mogli. Proprio come quando stai dalla parte di Michael Corleone, anche se non fa altro che ammazzare donne e uomini, uno dopo l’altro. Bella invenzione il punto di vista!

E poi l’autore mi garba perchè, facendo anche lui parte del magico mondo delle stoffe e dei filati, non manca mai di descrivere l’abbigliamento dei personaggi, ma soprattutto le stoffe dei loro vestiti. E la stoffa in quel caso dice tutto sulla persona, sulla sua estrazione sociale, sui suoi problemi, sulla sua storia. Ma solo a chi ha l’occhio clinico per capire, a chi di stoffe ne ha maneggiate tante. E l’autore in questo modo ci regala, in quelle pagine, il suo occhio allenato. Insomma, cose d’altri tempi. Adesso che ne sappiamo noi di stoffe?

Un libro che fa ridere e rattristare, e poi ancora ridere, e poi ancora rattristare. Che racconta la fine e poi l’inizio, con un gioco bellissimo di flash-back e flash-forward, e un utilizzo incredibile del dialogo, mai pesante e invece sempre accattivante.

Mi piacerebbe proprio saper scrivere così!

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Aspetto questo momento da mesi, e non so se sono più eccitata al pensiero di sentire una leggenda del rock inglese, oppure per ciò che vedrò attorno a me, e non solo sul palco… sarà un grande spettacolo in tutti i sensi, me lo sento!
L’aspettativa aumenta sempre più, mentre ci avviciniamo all’Ippodromo Delle Capannelle.
Poi, finalmente, inizio a vederli.
Ragazzi con i capelli cotonati, gli occhi truccati e il rossetto, tutto rigorosamente nero. Signore di mezza età con zeppe altissime, calze a rete e bustini aderenti. Il colore nero regna sovrano nel panorama di giovani e meno giovani che stasera, al solito sguardo trasognato e nostalgico dei dark, hanno aggiunto anche un pizzico di felicità, all’idea di incontrare il loro mito.
È il popolo di Robert Smith, e stasera ne faccio parte anche io, anche se non indosso niente di nero e non conosco a memoria tutte le canzoni dei Cure, ma solo le più famose.
Vediamo passare un ragazzo alto due metri: t-shirt bianca e jeans neri, anfibi, labbra rosse un po’ sbavate e cerone in viso. Dall’alto della sua statura oscilla un po’ e osserva tutti con uno sguardo ironico e beffardo. Sembra il sosia di Robert Smith (30 anni fa e forse anche 30 chili in meno). Tutti lo guardano, e lui ne è chiaramente fiero: sa di avere azzeccato il look di questa serata e soprattutto, sa di essere la copia esatta del suo idolo!
La maggior parte delle persone è arrivata in anticipo, e diversi hanno organizzato dei veri e propri pic-nic, con tovaglie a quadretti stese sull’erba, panini e birre, in attesa del grande evento.
Ci posizioniamo sul prato a destra del palco. Non siamo vicinissimi, ma ci sono i maxi schermi, e almeno c’è spazio per muoversi. Sono in molti ad aver avuto il mio stesso pensiero. Infatti, appena il concerto inizia (alle 21.30 spaccate, con una puntualità britannica che in Italia ci sogniamo) in tantissimi cominciano a ballare.
Non li noto subito (anche perché rimango per un po’ stregata ad ascoltare e guardare Robert Smith), ma proprio accanto a noi c’è una famiglia, una coppia di genitori che avranno tra i 45 e i 50 anni, insieme alla figlia adolescente. Ballano tutti come se fossero in trance per tutta la durata del concerto, con le movenze tipiche dei video anni ’80 dei Cure. Insomma, per intenderci, non vanno molto a tempo. Ma sono bellissimi, e si vede che stanno gustando a pieno questa serata.
Il sole è ormai del tutto tramontato e si è alzato il vento. Voce, musica, atmosfera … stasera è davvero tutto magico. Avevo proprio bisogno di questa cura.

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