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Archive for settembre 2010

Nel bazar di Mazar…

Mazar-i Sharif, la moschea azzurra

Dal giardinetto del posto di blocco della polizia di confine afghana ad Hairaton, alla frontiera tra Afghanistan e Uzbekistan, osservo le auto e i camion passare. I poliziotti ci hanno gentilmente offerto un posto dove sedere (a me un sedile sradicato da una macchina chissà quanto tempo prima, e alla mia collega una sedia di legno senza schienale). Ci offrono anche l’immancabile tè, che non ho coraggio di bere. Da dentro il loro casottino, ci guardano mormorando tra loro, e probabilmente si chiedono cosa fanno due donne da sole in quel posto, come ci sono arrivate, e come proseguiranno il viaggio. Senza farmi vedere svuoto il contenuto del bicchiere in un’aiuola spelacchiata. (altro…)

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quattro passi in Uzbekistan

Samarcanda, il Registan

Avete presente quando una canzone vi martella la testa per svariati giorni? Voglio dire…non quando vi svegliate una mattina con un motivo in testa, ma 3, 4, 5 mattine, e la benedetta canzone non vuole saperne di fare silenzio. Ecco, a me è successa proprio questa cosa con la più famosa canzone di Vecchioni, “Samarcanda”. Dal giorno in cui ho iniziato a pianificare il viaggio in Uzbekistan, fino a che non ho messo piede nell’antica capitale uzbeka, la canzone che narra del soldato che scappa a Samarcanda per sfuggire alla morte ha continuato a suonarmi in testa come un disco incantato.

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Passatempi afghani

la bottega di Shah Muhammad, il famoso libraio di Kabul

Come si passa il tempo a Kabul quando non si lavora (e cioè principalmente nel weekend)? Ci si immaginerebbe la reclusione totale, o almeno io ero psicologicamente preparata a questo prima di lasciare l’Italia. Mi è bastato qualche mese per capire che mi sbagliavo, e che c’erano un sacco di attività interessanti a cui dedicarsi, prima tra tutte, lo shopping.

In questi posti così lontani e diversi dalla nostra realtà è molto facile lasciarsi prendere la mano dagli acquisti…Sembra tutto bello, prezioso e imperdibile: dai tappeti alle teiere di terracotta, dai vestiti etnici ai gioielli di lapislazzuli e turchese…proprio questi ultimi “oggetti” rappresentavano il mio punto debole, soprattutto dopo aver conosciuto Mokhtar, un anziano gioielliere di Chicken Street. (altro…)

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Ferrovia locale

la stazione di Collesalvetti

Lo sapevate che Cassola ha scritto un libro sulla ferrovia che da Pisa arriva fino a Saline di Volterra, passando per Lorenzana, Orciano, Cecina? Ora questo tratto di strada ferrata è utilizzato per il trasporto delle merci, ma fino a 15 anni fa era in funzione anche per i viaggiatori. E così si poteva partire da Collesalvetti e raggiungere comodamente Pisa e tante altre località, fino ad arrivare quasi al confine con la provincia di Grosseto, attraverso un bellssimo paesaggio fatto di colline, campagna e piccoli paesini dell’entroterra pisano. (altro…)

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11 mesi a Kabul

Sono arrivata a Kabul l’11 gennaio 2008. Appena scesa dall’aereo mi sono trovata circondata da montagne altissime e innevate, illuminate da un sole che scaldava appena. L’emozione non mi ha fatto parlare per almeno un’ora: cercavo di immaginarmi in Asia Centrale, a 1800 metri s.l.m., nella città che da tempo desideravo vedere. Ho lavorato per 11 mesi presso l’Ambasciata Italiana: qui mi sono occupata di mantenere i contatti con la comunità di Italiani presenti nel Paese. Il mio lavoro consisteva nell’inviare, tramite e-mail e SMS, avvisi di sicurezza e informazioni di carattere generale, monitorare settimanalmente il via-vai dei Connazionali. In questo modo, ho avuto la possibilità di conoscere il “popolo” tutto particolare degli Italiani che, per le ragioni più svariate, si trovano in un Paese appena uscito dalla guerra: (altro…)

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Bosnia…15 anni dopo

Mostar, lo Stari Most, Ponte Vecchio

Ricordate la guerra in Bosnia-Erzegovina? Dal 1991 al 1995 i telegiornali davano regolarmente notizia di attentati o bombardamenti massicci. Di quelle immagini ho un ricordo offuscato, però ricordo chiaramente il crollo del ponte di Mostar, nel novembre 1993. Avevo quasi 12 anni allora, ma ho ancora impresso in mente il filmato trasmesso dalla TV: una nuvola di polvere e schizzi, e in un attimo quel bel ponte di pietra del XVI secolo non esisteva più, distrutto da un colpo di mortaio. (altro…)

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